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giovedì 29 gennaio 2015

Tempo di cambiamenti

Al momento sono molto presa dalla mia vita universitaria.
Sono pallida, color studente e mente e nervi labili.
Ho già dato una bella svolta al blog che tra nickname e titolo mi rappresentava veramente poco e non sentivo più molto mio! :-)
E poco si conciliava con quello che da sempre volevo che fosse.
"Dalla mia scrivania oggi propongo" potrebbe essere un titolo definitivo, modificabile, non lo so.
Avevo pensato di migrare su wordpress, ma sarebbe più pura curiosità e voglia di vita nuova (limitata al blog :D) che altro.
Quindi mentre che scorrono questi giorni in cui sono super impegnata mi riserverò il dominio che cambio, sperando sia disponibile e vi lascio tanti saluti :-)

A presto! :-)

venerdì 7 giugno 2013

Sempre accanto a me.

[“Nonna, ti manca tanto nonno?”
“Che domanda sciocca tesoro, certo che mi manca.”
“Cosa ti manca di piú di lui?”
“I baci, la sua risata, le litigate…”
“Le litigate?”
“Si, sopratutto le litigate.”
“E perchè?”
“Perchè vedi tesoro, quando ti manca una persona, ti mancano i suoi pregi e i suoi difetti. Tuo nonno mi manca, nel vero senso della parola. Mancare. Non si poteva utilizzare un termine più adatto.”
“Spiegati meglio.”
“Hai presente la sensazione che provi quando perdi un autobus? Quando arrivi troppo tardi ad un appuntamento? Quando devi buttare il tuo vestito preferito? Quando litighi con una persona speciale?”
“Si.”
“Ecco, unisci questi sentimenti.”
“Tu provi questo?”
“Ogni giorno.”
“E come fai a sopravvivere, con questo vuoto dentro?”
“E’ facile, basta pensare che lui sia qui con me.”
“In che senso?”
“Ad esempio, quando la casa e’ troppo silenziosa, mi immagino la risata di tuo nonno che rimbomba per le stanze. Mi siedo sul divano, osservo la poltrona dove si sedeva, e cerco di immaginarlo mentre guarda la televisione, o mentre ascolta la sua canzone preferita: ‘Volare’. Dovevi vederlo. Appena metteva su il disco, si alzava di scatto e si inginocchiava di fronte a me. ‘Vieni a volare con me?’ e i suoi occhi si illuminavano di gioia. Mi posava delicatamente la mano sui fianchi, avvicinava la sua bocca al mio orecchio e mi sussurrava: ‘sei la mia canzone preferita.’
Lo amavo, sempre. Anche quando mi urlava che voleva andare via da questa casa, anche quando mi faceva piangere. Il suo profumo di fumo mischiato al gelsomino; il suo carattere dolce e scorbutico; i suoi occhi marroncino che ti ricordavano l’autunno; non c’e’ una cosa che non mi manchi.”
“Anche a me manca molto.”
“Fai come me “
“Non ne sono capace.”
“Ma tesoro, è così semplice! Basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare; chiudi gli occhi.”
“Fatto.”
“Ora pensa a qualche suo ricordo bello.”
“Sì.”
“Apri gli occhi.”

“Lo vedi?”
“Lo vedo, ti sta tenendo la mano.”]

[Cit.]



Perchè chi ci lascia è sempre con noi, non dovremmo dimenticarlo mai.
Sono nei nostri occhi, nei nostri pensieri, in quel sorriso dolce che abbiamo...
Sono con noi quando meno lo crediamo, quando pensiamo che non riusciamo a farcela, quando in quella mattina non riusciamo proprio a trovare la forza di alzarci dal letto e dar il via alla giornata. Poi qualcosa ci spinge, ci muove, ci fa continuare, ci fa reagire. Quella forza-motore che non sappiamo nemmeno noi da dove arrivi. Con noi in quei momenti che prendono e non sai come uscirne...


O quando ieri, mentre ero seduta sola soletta sui gradini, una farfalla bellissima color nocciola si è appoggiata sul mio braccio e lì è rimasta per un pezzo.
E continuava a fissare me con quelle antenne roteanti, quegli occhietti fissi fissi, ignorando i miei lacrimoni post spavento. 
Io lo so che eravate voi...tutti...
Che poi è volata sui miei occhiali e a differenza di sempre non avevo paura...Ero calma, distesa...

E non potevo non sorridere, pensando a voi ed all'ultima volta che era accaduto. Avevo due anni...




(immagine tratta dal web)

lunedì 6 maggio 2013

Ogni giorno.

Lo confesso, avevo pensato addirittura di chiudere questo blog.
O di archiviarlo, lasciarlo solo alla deriva. In balia di quello che ne sarebbe stato.
Gli ultimi mesi sono stati infernali.
Così infernali che mi hanno bruciata, consumata, ridotta in cenere.
Poi ho iniziato a ricevere qualche messaggio di miei lettori che mi chiedevano dove fossi, cosa facessi, quando sarebbe stato pubblicato il prossimo articolo, che gli mancava leggermi.
L'ultima gioia l'ho letta oggi da Nadia, che cura una pagina fantastica ed un blog meraviglioso.
Ed allora ho capito che per quanto possa essere in balia di un mare forza nove, per quanto possa essere ridotta in cenere non devo mai e poi mai dimenticare ed abbandonare i miei progetti, i miei obiettivi.
Tra i tanti, il mio "mini magazine".
La parola a Pocepollina.
Una volta, anni fa, lessi una frase: "puoi cambiare il cielo sopra di te, ma non i pensieri dentro di te".
Per analogia potrei applicare la stessa cosa a questo piccolo angolo internettiano.
Chiudere tutto e ripartire sarebbe più facile.
Un click, come fosse un colpo di spugna ed eliminerei Pocepollina e tutti i suoi articoli. Ma sarei sempre io, anche altrove.
Scappare non serve, le paure si affrontano.
Quindi eccomi qui a scrivere...
Lo so. Noterete, forse, uno stile differente, a corrente alternata, ma cercherò di essere stabile il più possibile.
I miei articoli iniziali erano diversi dagli ultimi, ecco, magari i prossimi saranno più in quel modo. O forse no.
Non lo so.

Ogni giorno è diverso. 
Ogni giorno mi scopro e conosco di nuovo.
Ogni giorno riparto, cercando di non fare troppi passi indietro rispetto al giorno prima.
Ogni giorno ho cuffiette nelle orecchie e musica nelle vene.
Ogni giorno leggo parole, leggo articoli e impegno il cervello.
Ogni giorno sono caffeina dall'alba al tramonto e camomilla sul comodino.
Ogni giorno ringrazio Dio che esista la primavera, che esista il sole fuori  e dentro, perchè sarà pure una frase fatta, ma non può piovere per sempre.
Ogni giorno mi ricordo cosa sono, mi ricordo che non deve esistere in me rancore.
Ogni giorno mi ricordo che nulla, nessun dolore, dovrà mai inaridire il mio animo.
Ogni giorno non sopravvivo, perchè io vivo!
Ogni giorno sono una splendida araba fenice che risorge dalle sue ceneri come la più affascinante creatura mitologica mai esistita.

Per cui magari restate sintonizzati...
E sappiate che non mi rileggerò prima di pubblicare, quindi siate clementi!

Sempre vostra,
Araba fenice tratta dal web

Pocepollina









lunedì 11 aprile 2011

Nella mia mente, prima che nell' etere

Salve a tutti,
mi pare ancora strano scrivere realmente qui. Detta così suona un po' banale, forse lo è, non so, ma in ogni caso vi racconto il perchè.
Amo scrivere, ma ancora di più amo parlare, amo sempre dire la mia, a volte la dico anche troppo. Per questo, da sempre, mi ricordano di aspettare che gli altri finiscano di parlare, ma spesso sono gli altri a non far finire me (forse perchè mi dilungo troppo? può darsi), spesso mi dicono che prima o poi pagherò la mia bramosia di comunicare (mamma mia, che sfighe mi buttano eh?), per cui ho deciso che magari creare uno spazio mio per comunicare "l'incomunicabile" sarebbe stato molto meglio.
Laddove "incomunicabile" è un termine volutamente esagerato, che sta a significare "tutto ciò che vorrei dire ma non so a chi riferire", perchè non capirebbe? o semplicemente perchè mi prenderebbe per matta, dato il poco senso del discorso? entrambi!
D'accordo, ora non vi spaventate, non sarà certo uno spazio simil-pseudo-filosofico? ma assolutamente no!!!
Sarà uno spazio, in poche spicciole parole, ove scriverò tutto ciò che mi verrà in mente, da articoli che non potrò mai pubblicare sul mio giornale che dalla "tenera" età di 15 anni sogno di avere e non avrò (ma mai dire mai), alle ricette che mi han colpita (e qui dovrei scrivere [leggi:tutto] poichè amo la cucina ed ahimè devo stare a dieta -.-'), a prodotti trucco, parrucco, make up che proverò o vorrei provare (sì, son "femmina" ed ho il mio debole, ma spesso esco senza make up causa mancanza tempo, amo poltrire al mattino).
Ma sarà anche uno spazio dedicato a piccoli interrogativi sulla quotidianità e sulle piccolezze che accadono ogni giorno e colorano la nostra vita, ma che tanto possono essere colori vivaci, forti che mettono buon umore, quanto un po' più scuri ma che insegnano comunque qualcosa.
Ma, tornando al principio, era da molto che volevo aprirlo, cercavo un momento di calma, quiete, per decidere dal nome, allo pseudonimo, dal colore, al primo post da pubblicare.
Il tempo non arrivava e allora fantasticavo pensando "Ecco, avessi un blog, questo lo scriverei" e magari sceglievo mentalmente carattere e capoversi.
Per questo nella mia mente c'era già da un po'.
Nasce senza pretese, ma solo con la voglia di comunicare ed essere letto, senza la pretesa di piacere perchè bello, ma di piacere creando dibattito, o semplicemente un silenzioso pensiero.
Ah, comunque sono Pocepollina e la mia parola l'ho avuta.
Anzi, forse arriva prima la mia parola e poi io.

A presto!
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