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lunedì 30 dicembre 2013

Citazioni_2

Foto Giusy Iannattone

"E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta." 

(Susanna Tamaro)





Non andare in cerca delle sorprese, o loro non riusciranno a trovare te
(anonimo)


lunedì 6 maggio 2013

Ogni giorno.

Lo confesso, avevo pensato addirittura di chiudere questo blog.
O di archiviarlo, lasciarlo solo alla deriva. In balia di quello che ne sarebbe stato.
Gli ultimi mesi sono stati infernali.
Così infernali che mi hanno bruciata, consumata, ridotta in cenere.
Poi ho iniziato a ricevere qualche messaggio di miei lettori che mi chiedevano dove fossi, cosa facessi, quando sarebbe stato pubblicato il prossimo articolo, che gli mancava leggermi.
L'ultima gioia l'ho letta oggi da Nadia, che cura una pagina fantastica ed un blog meraviglioso.
Ed allora ho capito che per quanto possa essere in balia di un mare forza nove, per quanto possa essere ridotta in cenere non devo mai e poi mai dimenticare ed abbandonare i miei progetti, i miei obiettivi.
Tra i tanti, il mio "mini magazine".
La parola a Pocepollina.
Una volta, anni fa, lessi una frase: "puoi cambiare il cielo sopra di te, ma non i pensieri dentro di te".
Per analogia potrei applicare la stessa cosa a questo piccolo angolo internettiano.
Chiudere tutto e ripartire sarebbe più facile.
Un click, come fosse un colpo di spugna ed eliminerei Pocepollina e tutti i suoi articoli. Ma sarei sempre io, anche altrove.
Scappare non serve, le paure si affrontano.
Quindi eccomi qui a scrivere...
Lo so. Noterete, forse, uno stile differente, a corrente alternata, ma cercherò di essere stabile il più possibile.
I miei articoli iniziali erano diversi dagli ultimi, ecco, magari i prossimi saranno più in quel modo. O forse no.
Non lo so.

Ogni giorno è diverso. 
Ogni giorno mi scopro e conosco di nuovo.
Ogni giorno riparto, cercando di non fare troppi passi indietro rispetto al giorno prima.
Ogni giorno ho cuffiette nelle orecchie e musica nelle vene.
Ogni giorno leggo parole, leggo articoli e impegno il cervello.
Ogni giorno sono caffeina dall'alba al tramonto e camomilla sul comodino.
Ogni giorno ringrazio Dio che esista la primavera, che esista il sole fuori  e dentro, perchè sarà pure una frase fatta, ma non può piovere per sempre.
Ogni giorno mi ricordo cosa sono, mi ricordo che non deve esistere in me rancore.
Ogni giorno mi ricordo che nulla, nessun dolore, dovrà mai inaridire il mio animo.
Ogni giorno non sopravvivo, perchè io vivo!
Ogni giorno sono una splendida araba fenice che risorge dalle sue ceneri come la più affascinante creatura mitologica mai esistita.

Per cui magari restate sintonizzati...
E sappiate che non mi rileggerò prima di pubblicare, quindi siate clementi!

Sempre vostra,
Araba fenice tratta dal web

Pocepollina









lunedì 20 agosto 2012

Pocepollina è tornata!!!


Vuoi usarmi?cita la fonte!!! :-)
Cari pocepollini e pocepolline,
questo blog è stato trascurato per troppo tempo, questa volta non ho scusanti, la colpa non era di nessuno se non mia.
Dal web ero un po’ “schifata”, passatemi il termine e quindi mi sono allontanata un poco da tutto. Ho concentrato il tempo su me stessa e su alcune cose che andavano sbrigate.
Ho cambiato stile di vita, ma non lo studio (ahimè) ed alcune cose che prima non mi appartenevano sono entrate a far parte delle mie giornate.
Per molti sarà la normalità, ma per me non lo era (prima di suddetti cambiamenti, ovviamente).
Di cosa parlo?
Subito detto.E spiegato.
Il mio ribrezzo per il web è partito prima di tutto dal famosissimo social network Facebook. Accettare anche amicizie che nella realtà sono finte, non porta a nulla di buono, soprattutto per chi vede la navigazione anche come svago.
Non ho litigato con nessuno, per carità, non è di questo che parlo. Ma ero in un periodo in cui aprire e leggere alcune cose un po’ mi urtava e, avendo la lingua difficile da tenere a freno, ho preferito allontanarmi per un po’.
Di ciò, ha pagato le conseguenze anche questo mio piccolo spazio. Le cose da dire erano tante, ma nel momento in cui andavo a scrivere mi pareva tutto già detto e già fatto, insomma, emotivamente non è stato un bel periodo.
Ma vi starete chiedendo (spero) come ho impiegato il mio tempo. Presto detto.
Mi sono concentrata su me stessa. Quando non ero all’università a seguire corsi, o sul treno di ritorno, mi sono dedicata a cambiare il mio stile alimentare, il mio stile di vita, rendendolo più sano e più salutare.
Come è ben noto sono iperinsulinemica e per quanto stessi attenta non era abbastanza. Oltretutto lo scorso anno avevo avuto una non bella esperienza che mi aveva portato a non credere in me stessa e nelle mie capacità, ad avere una scarsissima fiducia e poca stima della persona che sono. In questo campo mi sentivo una perfetta incapace, proprio perché l’anno prima, mentre tutti riuscivano nel loro intento ed io no, la fiducia nelle mie capacità e nella mia forza si era man mano affievolita, stavo male con me stessa, con il mio corpo e fondamentalmente con il resto del mondo. Come dice la mia amica, nonché blogger, Eleonora “ogni chilo in più è un centimetro che interponiamo tra noi e il resto del mondo”. Niente di più vero.
Ma “l’uomo è un animale sociale”… ed io sono socialissima e questo vestito che mi ero cucita addosso, proprio non mi piaceva e mi stava stretto, non solo per i chili in più. [Filosoficamente non so se la citazione rimi molto, a poco importa]
Già attraverso gli articoli di A natural esperience of life era scattata in me quella molla che mi spingeva al cambiamento, all’amarmi di più e a rispettare il mio fisico, non tanto per l’apparire ma soprattutto per l’essere. Lo stato di salute può essere di gran lunga influenzato dal nostro peso e mangiare bene significa stare bene.
Una sera di dicembre, poi, un incontro con una mia vicina di casa (la dolce, frizzante e troppo buffa Pina) mi ha dato modo di dare una svolta. Ma qui inizia un’altra storia, che merita un capitolo a parte.
Ora sono tornata, sono diversa ma sempre io, perché sono più frizzante di prima, ma anche meno “pesante”.
Ho due tag in arretrato, quello di LaFrancy e quello di lagattamakeup.
Appena ho connessione li farò, perché al momento sono in Calabria, pubblicherò questo post e farò i tag.
Un saluto a tutti!!!

lunedì 14 novembre 2011

"Domani 21/04.2009" Burocrazia blocca tutto.

Era troppo bello,
Troppo emozionante.
Quella canzone era arrivata dritta al cuore in un momento in cui l'Italia, l'Abruzzo avevano bisogno di credere in un domani di speranze, sogni.
Sogni di ricostruzione, di rinascita, di un futuro che quei cinquantasei artisti potevano rendere concreto, possibile.
1,2 milioni di euro, il ricavato.
Bloccati.
Perchè?
Vi rimando al mio ultimo articolo su Cervelliamo !
Che vergogna!!!

venerdì 30 settembre 2011

Genitori-nonni, chi siamo noi per giudicare?

Qualche mattina fa, mentre alla buon ora prendevo il mio latte con caffè (inderogabile la dose di caffeina nei giorni pre-esame), ho acceso la televisione e si discorreva su una delle ultime notizie che ha fatto tanto parlare e, da bravi italiani, giudicare.
Si trattava di una coppia che da poco aveva avuto un bimbo, fino a qui nulla da dire, se non fosse che la coppia aveva una età che, secondo la vox populi, secondo i giornalisti, esperti, giudici, non era consona ad allevare un bambino, a crescerlo con le dovute regole, la dovuta sorveglianza.
Oltretutto in questo studio televisivo di interrogavano se oltre una certa soglia di ricerca, la volontà di essere madre, padre, genitori, non diventi piuttosto un'ossessione.
Ma io mi chiedo, non lo sanno questi signori, quanto possa essere difficile, per una coppia, rassegnarsi al non poter avere una creatura frutto del proprio amore?
E poi oltre il danno, la beffa. Questa coppia aveva fatto regolare domanda di adozione, ma lo Stato italiano non è che non li aveva ritenuti idonei, no, no, no! Non aveva evaso "la pratica" nei termini di età previsti per una coppia che vuola adottare un bambino!
Capite? Lo Stato italiano non ha adempiuto un suo compito, ma si permette poi di decidere che quei genitori non sono consoni alla loro nuova figura, perchè troppo anziani.
Perchè non potranno seguire il bimbo?
Perchè non avranno abbastanza attenzione?
Perchè saranno distratti?
Perchè non andranno dietro loro quando usciranno la sera?
Ma allora mi chiedo, quante volte veniamo a conoscenza di genitori che dimenticano i figli in auto?
Quante volte sentiamo bimbi che si fanno male "in un momento di distrazione" del genitore che lo sorvegliava?
Quanti genitori abbandonano nei cassonetti i propri figli?

Bellissimo neonato tratto dal web
Fatte queste domande, credo che l'età di una coppia possa certo in qualche modo influire, ma è pur vero che la realtà sbatte in faccia troppo spesso genitori (età media 35 anni) troppo distratti.
Per cui, mi chiedo: chi siamo noi per giudicare?
Chi siamo noi per decidere che una persona sarà un cattivo genitore solo per via della sua età?
Noi non siamo nessuno.
Questa volta non credo che le istituzioni abbiano centrato il problema e trovato la vera soluzione.
Non sarebbe stato meglio lasciare i bambini ai genitori naturali, facendoli seguire da assistenti sociali che avrebbero avuto il compito di seguirli, capire se e quando ci fossero state realmente delle carenze?
Allora lo Stato italiano gradisce di più l'abbandono e l'odio?
I giornalisti ed esperti italiani si divertono di più a spettegolare e giudicare piuttosto che aiutare realmente?
Perchè se così fosse, è proprio una vergogna!!!

giovedì 7 luglio 2011

Photoshop o non photoshop, questo è il problema.

Salve a tutte!!! mi vien da dire tutte, perchè nella mia mente ho l'impressione di parlare con ragazze.. mah..
Ho bisogno di un consiglio.
Al giorno d'oggi è semplice scattare con la fotocamera, metterla nel pc e usare photoshop per farla divenire piena di effetti e giochi di luci, ombre, colori.
Per cui anche una foto senza posa può divenire affascinante.
E vi sembrerà strano, ma ci sono ancora fotografi che fanno le cose in maniera un poco più tradizionale.
Macchina sì digitale, ma poco lavoro di photoshop e parecchio talento.
Ultimamente ho visto album di nozze dalle cornici semplici, dai pochi effetti ma dalle pose e inquadrature meravigliose.
Per non parlare di un fotografo che ha asserito che lui "lavora solo in analogico", ossia con macchinetta dotata del classico rullino. Giustificando tale scelta poichè rende meglio i particolari. Ed è vero.
Bene, se voi doveste scegliere, preferireste cosa?
Tanti effetti, poca posa?? o il fotografo che usa sì photoshop, ma che ha talento e non fa i classici album identici per tutti perchè usa sempre le stesse tecniche???
Dico subito la mia: photoshop c'è, esiste, va usato. Va usato per migliorare, aggiustare  colori, mettere in risalto dei particolari, ma non per stravolgere...
Fatemi sapere, attendo vostri commenti (spero!!!)

martedì 17 maggio 2011

Memoria: Olfattiva

Ieri sera, prima di addormentarmi pensavo ai profumi. Ero sotto le lenzuola, rilassata, con la testa sul cuscino (rigorosamente, ahimè, ortopedico).
Pensavo ai profumi
E ho iniziato a riflettere.
Ho pensato alle varie memorie che abbiamo. Quella visiva. Quella uditiva. Quella olfattiva.
La nostra vita è costellata da odori.
Piacevoli: l'odore del forno quando nonna faceva il pane, con la pizza al "forno ardente".
L'odore della vernice fresca quando nonno ridipingeva e io giocavo con il cappellino di giornale in testa.
L'odore  che io definisco "di chiuso", quello che mi travolgeva e travolge ancor' oggi quando apro la porta di casa a mare. Che io definisco, impropriamente, "odore di Calabria". Anche se ultimamente è diventato "odore di casa vecchia", ossia di quella dove abitavo fino a qualche anno fa.
Poi c'è l'odore che ha il mare, quello che sa di sale e ciottoli, quello puro, che per ora ho trovato sempre e solo in Calabria (ma mi mancano da "testare" Sicilia e Sardegna-mica no!-)
E l'odore di scuola, quello di pastelli e quaderni, gomme e matite, penne e fogli bristol. Quello che senti solo all'elementari. Che poi si sporca di fumo quando cresci.
L'odore della mamma che si pettina, di papà che si mette il dopobarba, della pasta fissan e del biberon di mia sorella.
Odore di aerosol e influenza, che senti sempre con i bambini. Che però, proprio la scorsa settimana ho risentito. Sì, lo aveva proprio lui ed era dolcissimo!!!
Perchè ci sono odori, come quelli che in un attimo ricordi, che ingenerano malinconia e dolcezza, felicità e rammarico, che ti porti dietro e si mescolano a nuovi...
L'odore dell'ascensore della facoltà, dell'auto e del traffico, quello dei libri grandi e grossi che non ha più la polverina colorata del temperamatite, ma solo evidenziatori e matita grigia e scura, l'odore di Flowers che ti piace tanto o quello del rossetto nuovo...
Del prodotto per i capelli che dà alle tue onde un pò di forma e morbidezza, all'odore del jeans, della pelle...
Dello smalto e dell'acetone, dell' Apparenza.
Perchè i bambini, noi bambini di qualche anno fa, non sapevamo cosa fosse apparire, il massimo della richiesta erano un paio di LellyKelly, ma non perchè le avessero tutti, ma perchè avevamo visto in tv quel braccialetto che c'era in regalo e ci piaceva tanto.
Che puntualmente una volta arrivati ansiosi alla cassa, si materializzava sotto forma di bustina sgualcita trasparente e qualche perlina in plastica, però eravamo contenti, anche se in tv pareva molto più bello.
Ora invece, che ti piaccia o meno, l'apparenza nelle nostre vite la fa da padrona.

Articolo modificato a due  anni dalla pubblicazione.  Per questo  potrebbe apparirvi privo  di senso.
Perdonatemi come  sempre.
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