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lunedì 6 maggio 2013

Ogni giorno.

Lo confesso, avevo pensato addirittura di chiudere questo blog.
O di archiviarlo, lasciarlo solo alla deriva. In balia di quello che ne sarebbe stato.
Gli ultimi mesi sono stati infernali.
Così infernali che mi hanno bruciata, consumata, ridotta in cenere.
Poi ho iniziato a ricevere qualche messaggio di miei lettori che mi chiedevano dove fossi, cosa facessi, quando sarebbe stato pubblicato il prossimo articolo, che gli mancava leggermi.
L'ultima gioia l'ho letta oggi da Nadia, che cura una pagina fantastica ed un blog meraviglioso.
Ed allora ho capito che per quanto possa essere in balia di un mare forza nove, per quanto possa essere ridotta in cenere non devo mai e poi mai dimenticare ed abbandonare i miei progetti, i miei obiettivi.
Tra i tanti, il mio "mini magazine".
La parola a Pocepollina.
Una volta, anni fa, lessi una frase: "puoi cambiare il cielo sopra di te, ma non i pensieri dentro di te".
Per analogia potrei applicare la stessa cosa a questo piccolo angolo internettiano.
Chiudere tutto e ripartire sarebbe più facile.
Un click, come fosse un colpo di spugna ed eliminerei Pocepollina e tutti i suoi articoli. Ma sarei sempre io, anche altrove.
Scappare non serve, le paure si affrontano.
Quindi eccomi qui a scrivere...
Lo so. Noterete, forse, uno stile differente, a corrente alternata, ma cercherò di essere stabile il più possibile.
I miei articoli iniziali erano diversi dagli ultimi, ecco, magari i prossimi saranno più in quel modo. O forse no.
Non lo so.

Ogni giorno è diverso. 
Ogni giorno mi scopro e conosco di nuovo.
Ogni giorno riparto, cercando di non fare troppi passi indietro rispetto al giorno prima.
Ogni giorno ho cuffiette nelle orecchie e musica nelle vene.
Ogni giorno leggo parole, leggo articoli e impegno il cervello.
Ogni giorno sono caffeina dall'alba al tramonto e camomilla sul comodino.
Ogni giorno ringrazio Dio che esista la primavera, che esista il sole fuori  e dentro, perchè sarà pure una frase fatta, ma non può piovere per sempre.
Ogni giorno mi ricordo cosa sono, mi ricordo che non deve esistere in me rancore.
Ogni giorno mi ricordo che nulla, nessun dolore, dovrà mai inaridire il mio animo.
Ogni giorno non sopravvivo, perchè io vivo!
Ogni giorno sono una splendida araba fenice che risorge dalle sue ceneri come la più affascinante creatura mitologica mai esistita.

Per cui magari restate sintonizzati...
E sappiate che non mi rileggerò prima di pubblicare, quindi siate clementi!

Sempre vostra,
Araba fenice tratta dal web

Pocepollina









lunedì 17 settembre 2012

Quando un numero cambia una serata. Da "Il cibo ti fa bella-Australia" a Gordon Ramsay

Ma quanto sono stonata io???
Accendo la tv.
Real time.
Un programma con cuochi e cucine.
Aspetto "Il cibo ti fa bella-Australia".
Real time
E' molto presto, mancano 20 minuti alle 21.
Ho tutto il tempo di mandargli un sms per augurargli una buona partita di calcetto.
Ho anche il tempo per una brevissima doccia e mi lavo anche i denti. Così, velocemente, torno in camera!
Non è tardi, per fortuna!
Sono le 21.05 e ho la tv in camera che ancora trasmette questi chef che preparano piatti di cui non vorrei nemmeno sentir parlare.
Passa il tempo, pigiamino per me.
Ancora niente programmino sul cibo e sane abitudini.
Decido di fare un giretto su facebook, dalle dolcissime dietine di "Donne a dieta, sosteniamoci".
Nel frattanto, questi qui continuano a servire "zuppa di cipolla con melassa" arrrgh!!!!!
Ah, ecco, c'è anche Gordon Ramsay.
Cavolo, ma non inizia il programma?
Aspettavo da sabato!
Ho preparato la cena in tempo per mangiare con calma ed essere libera alle 20.30!!!!!!
Sto per scrivere un post sul gruppo per chiedere alle ragazze se per caso il mio Real Time non avesse deciso di prendere vita propria e palinsesto autonomo rispetto al resto d'Italia, quando una cosa attira la mia attenzione.
Guardo nello schermo.
In alto.
A destra.
 Accanto alla scritta "Real time", con i suoi colori che fanno perfettamente pendant l'uno con l'altro, eccolo lì.
La spiegazione della dipartita del programma da me tanto atteso.
più uno
Più uno!!!
Un numero.
Eh! Me l'hanno sempre detto che la matematica è fondamentale.
Solo che io non ho mai voluto accettarlo.
Certo!
Perchè un +1 può cambiare l'andamento di una serata, farti domandare per l'ennesima volta quanto sia tu, donna italica, ceppa.
Può farti slittare la telefonata come tutti i lunedì, quando, invece, avevi fatto in modo che non fosse un "tutti i lunedì".
Perchè commentarlo con le ragazze senza essere in differita di un'ora era molto più carino.
Perchè magari i post che più mi piacciono sono quelli a cui non ho mai pensato fino ad un attimo prima di scrivere l'indirizzo di blogger.
Proprio come questo qui!
Che poi, è appena passato uno spot con riepilogo programmi di questa sera e credo proprio che sia io che abbia capito male l'orario!
Quindi la mia posizione peggiora!
Ma questo post ormai è fatto.
Come ormai è ancora di più una certezza che i numeri ed io proprio non andiamo d'accordo.
Nemmeno quando si tratta di orari e canali televisivi!








mercoledì 12 ottobre 2011

Cosa mettere nella borsa che ci accompagnerà in viaggio. Kit base!


Ieri pomeriggio ero in treno, quando facevo un resoconto mentale della giornata.
Mi sono resa conto, tra le tante cose, che tutto ciò che era nella mia borsa mi era stato utile e nulla di superfluo ed irrilevante aveva gravato sulla mia povera schiena.
 Ieri, infatti, per motivi logistici, le mie borse hanno lasciato spazio al comodissimo Eastpak da studentessa-che vuol tornare-al liceo-modalità:on.
Eastpack bianco identico al mio
A parte gli scherzi, guardando le mie borse, ho capito che l’Eastpak era l’ unica soluzione plausibile, visto che quelle capienti e capaci di supportare e sopportare il peso dei libri e del necessario appartenevano a due categorie: “troppo belle”, “troppo nuove per essere sballottate qui e là”.
Quando capita che debba fare viaggi più lunghi del solito, che sia per motivi di studio o piacere, viaggi che mi portano a star lontana da casa per un tempo maggiore alle poche ore, sia che utilizzi mezzi pubblici o la mia automobile, ci sono cose che non possono mancare nella mia maxi bag.
Un insieme di oggetti che definirei un “kit base da viaggio”.
Che al meglio rispecchia le mie esigenze, costituito da ciò che sicuramente potrebbe essermi davvero utile.
Perché è vero che non dobbiamo farci mancare nulla, m è pur vero che portare dietro del peso eccessivo sarebbe inutile, faticoso e poco corretto nei confronti del nostro fisico.
Ma passiamo a vedere cosa, generalmente, non può mancare quando mi avventuro in giro qui e là.
Innanzitutto è sempre presente un astuccio con dentro farmaci di emergenza.
 Come molti sanno ho svariati problemi di salute, per cui spazio ad antistaminici, cortisone, antinfiammatorio,  compresse per emicrania.
 La lista si allunga in base al tempo da trascorrere fuori casa.
 Ma qui parliamo di un kit base.
Quindi mi limito allo stretto necessario utile in casi di emergenza, in base alle situazioni in cui incorro frequentemente.
Non mancano mai neppure le compressine di dolcificante privo di zuccheri. Senza aspartame, perché già non sono il massimo per la salute, ma almeno questo risparmiamocelo.
Un giusto compromesso tra il mio nervo vestibolare che mal lo tollera (l’ aspartame) e l’iperinsulinemia.
Salviettine umidificate senza profumo.
 Ottime per ripulire mani, rinfrescarsi.
Utilizzo quelle senza profumo a causa della mia allergia.
 Sì, sono allergica al profumo.  
Per maggiori informazioni vi rimando a questo post.
Pensando sempre all’igiene personale, il flaconcino di tea tree oil fa parte degli onnipresenti.
 Favoloso disinfettante, utile anche per piccole bollicine, taglietti, herpes che potrebbero infastidirvi durante la vostra permanenza fuori casa.
 La mia amica Eleonora ne ha abbondantemente parlato in questo post, se non conoscete i suoi modi di utilizzo, saprà illuminarvi.
Mi dimentico sempre di acquistarli, quando si tratta di viaggi programmati in fretta e furia, ma sarebbe utile, nonché sicuro ed igienico, comprare dei copriwc, in carta, monouso, si vendono solitamente in farmacia.  Forse la loro presenza al supermercato mi ricorderebbe di prenderli!
Il burro cacao. Altro elemento costante nella mia borsa, anche quella destinata alle normali “sortite” giornaliere.
In questo periodo autunnale è ottimo contro vento e primi freddi.
 D’estate utilizzo quello con protezione 50+.
Ideale sarebbe portare  anche una protezione solare per il viso.
Ma ieri, essendo il mio flaconcino abbastanza pesante per essere una crema e dovendo portare anche dei libri, ho deciso di applicarla al mattino e lasciarla a casa.
Per quanto riguarda la parte beauty, ieri non ho portato nulla, oltre quanto indicato.
 Ma questo perché sapevo che la giornata sarebbe stata all’insegna del camminare tra varie biblioteche, lavori mentali e non solo e non avrei avuto necessità di ritoccare il trucco.
 Ero, per scelta, partita struccata.
Lo smog della città mi infastidisce (non poco) e non avendo impegni in cui era necessario essere impeccabile ho preferito lasciar modo alla pelle di respirare tranquilla.
pochette portatrucco Carpisa
Se ne avessi avuto bisogno, una minipochette porta trucchi avrebbe sicuramente contenuto mascara o top coat per ciglia, un lucidalabbra o il rossetto già applicato, una minimatita nera (se necessaria  al  makeup), ombretto per ritocchi.
Fazzolettini e specchietto! Quest’ultimo fa parte di quelle cose che spesso, quando le hai con te, non sempre le utilizzi.
Quando mancano, ne faresti uso continuamente.
Elastico per capelli e qualche mollettina. Si aggiunge alla categoria dello specchietto.
Ombrello. Non può mancare, ovvio! Per fortuna è spesso bel tempo. Tranne quando lo dimentico!ehm..
 Fa parte del kit base perfetto!
A queste cosine si aggiunge un documento di identità, cellulare e tutto ciò che abitualmente è nella mia borsa.
Spero di avervi dato qualche suggerimento utile e mi auguro di non aver dimenticato nulla.
Tranne la bottiglietta d’acqua minerale naturale.

giovedì 7 luglio 2011

Photoshop o non photoshop, questo è il problema.

Salve a tutte!!! mi vien da dire tutte, perchè nella mia mente ho l'impressione di parlare con ragazze.. mah..
Ho bisogno di un consiglio.
Al giorno d'oggi è semplice scattare con la fotocamera, metterla nel pc e usare photoshop per farla divenire piena di effetti e giochi di luci, ombre, colori.
Per cui anche una foto senza posa può divenire affascinante.
E vi sembrerà strano, ma ci sono ancora fotografi che fanno le cose in maniera un poco più tradizionale.
Macchina sì digitale, ma poco lavoro di photoshop e parecchio talento.
Ultimamente ho visto album di nozze dalle cornici semplici, dai pochi effetti ma dalle pose e inquadrature meravigliose.
Per non parlare di un fotografo che ha asserito che lui "lavora solo in analogico", ossia con macchinetta dotata del classico rullino. Giustificando tale scelta poichè rende meglio i particolari. Ed è vero.
Bene, se voi doveste scegliere, preferireste cosa?
Tanti effetti, poca posa?? o il fotografo che usa sì photoshop, ma che ha talento e non fa i classici album identici per tutti perchè usa sempre le stesse tecniche???
Dico subito la mia: photoshop c'è, esiste, va usato. Va usato per migliorare, aggiustare  colori, mettere in risalto dei particolari, ma non per stravolgere...
Fatemi sapere, attendo vostri commenti (spero!!!)
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