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lunedì 30 dicembre 2013

Citazioni_2

Foto Giusy Iannattone

"E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta." 

(Susanna Tamaro)





Non andare in cerca delle sorprese, o loro non riusciranno a trovare te
(anonimo)


venerdì 2 novembre 2012

La dieta è privazione? Non è detto! Provare per credere!

Ed io ho provato, ho creduto e ci sto riuscendo !!!
Negli ultimi articoletti pubblicati su questo blog, ho parlato di cibo e di come cercare di convogliare un pasto con poche calorie, pochi grassi e quanto più sano, sullo stesso binario di un pasto che sia saporito ed appagante per il nostro palato e la nostra mente di persone a dieta.
Troppo spesso il termine "dieta", che significa anche il piano alimentare che abitualmente seguiamo, nel linguaggio corrente è assimilato a "mangio-poco-e-pure-male-sono-scontento-ho-mille-voglie-ed-alla-fine-sgarro".
Uno dei motivi che portano una persona ad abbandonare il percorso intrapreso, a ricominciare a mangiare in maniera scorretta e cadere nel circolo vizioso orrendo  del "inizio la dieta-non la tollero-rimangio-prendo tutti i chili di nuovo", è il non essere soddisfatti di ciò che si mangia.
Parliamoci chiaro, a meno che non ci siano patologie dietro, la persona con qualche chilo in più adora il buon cibo. E parlo per esperienze pregresse, transitare da una alimentazione "goduriosa" ad una alimentazione molto restrittiva (rispetto a come si era abituati) non è facile da accettare, ma la cosa inutile di questi piani alimentari rigidi è il fatto che non insegnano come alimentarsi.
Una persona in sovrappeso, spesso, non sa mangiare. E per questo ingrassa.
Ma non è detto che mangi "troppo" necessariamente .
Magari non sa combinare gli alimenti nel giusto modo, non rispetta la proporzione giusta tra carboidrati-proteine-grassi ed anche questo, a lungo andare, porta ad accumulare grasso in eccesso.
Tratta dal web
E' ormai risaputo che sole 100 calorie in più al dì rispetto al fabbisogno nutrizionale giornaliero di una persona, portano ad ingrassare 6 chili in un anno.
Capirete che 100 calorie, non sono nulla. Per farvi un esempio: 3 biscotti GranTurchese Colussi sono circa 100 calorie. 2 sottilette sono circa 120 calorie. Un pacchetto di pavesini è sulle 100 calorie.

La cosa più importante che vorrei farvi capire è che quando si segue una dieta, più o meno ipocalorica, non bisogna necessariamente privarsi di cose che possono dar piacere al nostro palato.
Certo, bisogna sempre rimanere nei limiti del consentito, quindi ricordate sempre di bilanciare i vari nutrienti, limitare i grassi e bere molto.
Non è detto che per dimagrire o per mantenere il pesoforma si debba rinunciare al buon cibo, alle cene fuori oppure alle colazioni al bar. Basta saper scegliere.
Sì, mangio anche pasta così!
Tratta dal web

La chiave dell'insuccesso nei regimi alimentari è la scarsa soddisfazione di chi li segue. Chi è soddisfatto di ciò che ha, non cerca diversivi altrove.
Io sono a dieta da ben 11 mesi e posso garantirvi che per me è un record!!!
Anche perchè in questi mesi non mi sono fatta mai mancare nulla, fatti salvi dei biscotti al burro (nascosti nella dispensa nel lontano gennaio e ritrovati qualche giorno fa per caso) e il mio adorato gorgonzola (che giorni fa ho assaggiato su un pezzo di pane, ottimo!!!), ma per mia personalissima scelta e non perchè obbligata.

Io ci sono riuscita ad imparare a regolarmi, a pensare prima di mangiare, potete farlo anche voi.
Basta iniziare e volerlo davvero.
Perchè la componente fondamentale è la volontà ed il voler cambiare, iniziare a volersi bene.
E non solo per quei magnifici vestiti che vorremmo tanto o per la prova costume, ma per la nostra salute.








mercoledì 12 ottobre 2011

Cosa mettere nella borsa che ci accompagnerà in viaggio. Kit base!


Ieri pomeriggio ero in treno, quando facevo un resoconto mentale della giornata.
Mi sono resa conto, tra le tante cose, che tutto ciò che era nella mia borsa mi era stato utile e nulla di superfluo ed irrilevante aveva gravato sulla mia povera schiena.
 Ieri, infatti, per motivi logistici, le mie borse hanno lasciato spazio al comodissimo Eastpak da studentessa-che vuol tornare-al liceo-modalità:on.
Eastpack bianco identico al mio
A parte gli scherzi, guardando le mie borse, ho capito che l’Eastpak era l’ unica soluzione plausibile, visto che quelle capienti e capaci di supportare e sopportare il peso dei libri e del necessario appartenevano a due categorie: “troppo belle”, “troppo nuove per essere sballottate qui e là”.
Quando capita che debba fare viaggi più lunghi del solito, che sia per motivi di studio o piacere, viaggi che mi portano a star lontana da casa per un tempo maggiore alle poche ore, sia che utilizzi mezzi pubblici o la mia automobile, ci sono cose che non possono mancare nella mia maxi bag.
Un insieme di oggetti che definirei un “kit base da viaggio”.
Che al meglio rispecchia le mie esigenze, costituito da ciò che sicuramente potrebbe essermi davvero utile.
Perché è vero che non dobbiamo farci mancare nulla, m è pur vero che portare dietro del peso eccessivo sarebbe inutile, faticoso e poco corretto nei confronti del nostro fisico.
Ma passiamo a vedere cosa, generalmente, non può mancare quando mi avventuro in giro qui e là.
Innanzitutto è sempre presente un astuccio con dentro farmaci di emergenza.
 Come molti sanno ho svariati problemi di salute, per cui spazio ad antistaminici, cortisone, antinfiammatorio,  compresse per emicrania.
 La lista si allunga in base al tempo da trascorrere fuori casa.
 Ma qui parliamo di un kit base.
Quindi mi limito allo stretto necessario utile in casi di emergenza, in base alle situazioni in cui incorro frequentemente.
Non mancano mai neppure le compressine di dolcificante privo di zuccheri. Senza aspartame, perché già non sono il massimo per la salute, ma almeno questo risparmiamocelo.
Un giusto compromesso tra il mio nervo vestibolare che mal lo tollera (l’ aspartame) e l’iperinsulinemia.
Salviettine umidificate senza profumo.
 Ottime per ripulire mani, rinfrescarsi.
Utilizzo quelle senza profumo a causa della mia allergia.
 Sì, sono allergica al profumo.  
Per maggiori informazioni vi rimando a questo post.
Pensando sempre all’igiene personale, il flaconcino di tea tree oil fa parte degli onnipresenti.
 Favoloso disinfettante, utile anche per piccole bollicine, taglietti, herpes che potrebbero infastidirvi durante la vostra permanenza fuori casa.
 La mia amica Eleonora ne ha abbondantemente parlato in questo post, se non conoscete i suoi modi di utilizzo, saprà illuminarvi.
Mi dimentico sempre di acquistarli, quando si tratta di viaggi programmati in fretta e furia, ma sarebbe utile, nonché sicuro ed igienico, comprare dei copriwc, in carta, monouso, si vendono solitamente in farmacia.  Forse la loro presenza al supermercato mi ricorderebbe di prenderli!
Il burro cacao. Altro elemento costante nella mia borsa, anche quella destinata alle normali “sortite” giornaliere.
In questo periodo autunnale è ottimo contro vento e primi freddi.
 D’estate utilizzo quello con protezione 50+.
Ideale sarebbe portare  anche una protezione solare per il viso.
Ma ieri, essendo il mio flaconcino abbastanza pesante per essere una crema e dovendo portare anche dei libri, ho deciso di applicarla al mattino e lasciarla a casa.
Per quanto riguarda la parte beauty, ieri non ho portato nulla, oltre quanto indicato.
 Ma questo perché sapevo che la giornata sarebbe stata all’insegna del camminare tra varie biblioteche, lavori mentali e non solo e non avrei avuto necessità di ritoccare il trucco.
 Ero, per scelta, partita struccata.
Lo smog della città mi infastidisce (non poco) e non avendo impegni in cui era necessario essere impeccabile ho preferito lasciar modo alla pelle di respirare tranquilla.
pochette portatrucco Carpisa
Se ne avessi avuto bisogno, una minipochette porta trucchi avrebbe sicuramente contenuto mascara o top coat per ciglia, un lucidalabbra o il rossetto già applicato, una minimatita nera (se necessaria  al  makeup), ombretto per ritocchi.
Fazzolettini e specchietto! Quest’ultimo fa parte di quelle cose che spesso, quando le hai con te, non sempre le utilizzi.
Quando mancano, ne faresti uso continuamente.
Elastico per capelli e qualche mollettina. Si aggiunge alla categoria dello specchietto.
Ombrello. Non può mancare, ovvio! Per fortuna è spesso bel tempo. Tranne quando lo dimentico!ehm..
 Fa parte del kit base perfetto!
A queste cosine si aggiunge un documento di identità, cellulare e tutto ciò che abitualmente è nella mia borsa.
Spero di avervi dato qualche suggerimento utile e mi auguro di non aver dimenticato nulla.
Tranne la bottiglietta d’acqua minerale naturale.

martedì 11 ottobre 2011

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, iniziano le ricerche.

Tesisti e non tesisti, non potete perdervi la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Ieri, giornata soleggiata ma ventosa di ottobre, mi sono recata a Roma diretta alla Biblioteca Nazionale Centrale. Sono andata ad accompagnare una mia amica per la ricerca di un testo per la sua tesi, che poi ha trovato a La Sapienza, ed ho avuto modo di entrare a contatto con questa bella realtà italiana.
Esterno della Biblioteca Nazionale Centrale
Al termine di questo piacevolissimo tour romano, ho deciso di scrivere una mini guida, che spero possa esservi d’aiuto nel caso in cui anche voi decidiate di fare un salto in questo  meraviglioso luogo. La trovate a questo link !
Perché "tesisti o no", vi consiglio vivamente di andare quanto meno a dare un’occhiata!  Soprattutto se siete amanti della lettura e dei libri in genere.
Nella miniguida anche un colazione-consiglio!


venerdì 30 settembre 2011

Rimedi della nonna: Tosse secca

Ebbene, credevo tardasssero un po' di più ad arrivare. 
Ed invece eccomi qui, a combattere con i primi malanni di stagione. Anche se sarebbe più opportuno classificarli come da "cambio di stagione".
Saranno stati gli sbalzi di temperatura, un poco di sudore seguito dal venticello che ti gela la schiena e le spalle, i finestrini del treno aperti, fatto è che vi scrivo dal letto, con un mega raffreddore e qualche linea di febbre.
Presa dal web, un po' mi somiglia :-)
La cosa che però mi crea più fastidio tra i vari sintomi che caratterizzano questo raffreddamento è la tosse secca.
Sì, quella tosse che provoca dolore al petto, quel dolore che fondamentalmente permane sempre. Costante. Fino a quando, finalmente, pronto ad essere espulso, il muco decide di venir fuori attraverso la tosse grassa.
Prima di arrivare all'ultimo step, quello della "espulsione", si passa sempre da quello dedicato alla trasformazione della tosse, che talvolta può richiedere anche svariati giorni, soprattutto se siete costretti ad uscire e non potete stare al calduccio come raccomandato.
Si risolve per sveltezza e praticità con sciroppi caratteristici che dovrebbero aiutare a sopportare questa fase di transizione e traghettarci dritti dritti verso la guarigione.
Per non parlare di miracolose terapie per aerosol in commercio sotto forma antibiotica.
Prendendo già molte medicine per altri problemi di salute più seri di questo e dovendo comunque accelerare la guarigione perchè lo studio, la quotidianità e le incombenze mi reclamano, visto che questa diamine di tosse non mi fa nemmeno proliferar parola, ho deciso di mettere in pratica i rimedi della nonna.
Che mai modus dicendi fu più giusto, avendomelo proprio insegnato la mia dolce e chiacchierona nonna :-)
In cosa consiste? Nell'accelerare, naturalmente, il processo di trasformazione della tosse e del muco attraverso il calore.
Ero un pochetto scettica, non nego, ma più volte ha funzionato e tra poco andrò a rimetterlo in pratica!

Cosa vi occorre?
Non smaltata è ideale, meglio il coperchio
  • una ciotolina o un coperchietto o un sottopentola in coccio/terracotta, quelli che si utilizzano per cucinare e che spesso danno in regalo nelle sagre estive servendovi la specialità locale.
  • una fonte di calore, utilizzo solitamente il fornello del piano cottura munito si poggiapentole
  • fogli di carta di giornale, possibilmente quotidiani, sono i migliori per lo scopo
  • un canovaccio
  • il vostro petto
anche non smaltato, il coperchio è più pratico da tenere in mano
Prendete l'oggetto in terracotta e ponetelo sulla fiamma bassa, lasciatelo lì fino a quando non vi renderete conto che... scotta!!! 
Con l'aiuto di presine per pentole afferratelo e poggiatelo sui fogli di giornale, infagottatelo ben bene, senza bruciarvi, mi raccomando! 
Dopo i fogli di giornale riponetelo nel canovaccio in modo che i quattro angoli possano essere afferrati tutti insieme ed avvolti. Vi servirà per mantenere il tutto.
Poggiate questa cosina sul vostro petto, preferibilmente coperto e non senza maglietta.
Per petto intendo la zona che va dall'inizio dell'incavo dei seni all' attaccatura del collo. Io lo pongo lì poichè nel respirare sento là maggior dolore e quei rumorini caratteristici dei bronchi con muco, tipo micini, per capirci.
Tenete il fagottino caldo fino a che potete, se inizierà a bruciare allontanatelo e ripartite poco dopo.
Terminate quando avrà perso calore.
Alla fine della procedura, dove è stato applicato il fagottino potrete avere la pelle arrossata, tranquilli! 
E' normale! Calcolate che io ho una pelle sensibile, intollerante e dopo un quarto d'ora non c'era più nulla.
Ripetete il trattamento più volte al giorno, fino a che non avrete il risultato sperato.
Generalmente ottengo giovamento dopo 3-4 applicazioni, quindi una giornata, massimo due, accompagnate il tutto con riposo e attenzione, stando attenti ai colpi di freddo!
Questo ci risparmierà sciroppi ed aerosol. O almeno a me funziona così!
Provateci, qualora ne abbiate bisogno e magari fatemi sapere!!!
Saluti a tutti

Pocepollina

giovedì 1 settembre 2011

Perchè avevo le foto nel mio diario? L'ho scoperto!

Questa mattina, durante una pausa studio, ho letto dal cellulare un articolo della mia cara blogger Eleonora.
"Se dovessi svegliarti e pensare di avere 15 anni, avendo dimenticato tutto il tempo che ti separa da essi"...
Nella mia mente sono stati rievocati i miei 15 anni, la mia classe, i miei problemi di salute, le mie amicizie sbagliate, le mie cotte, che lo erano ancora di più...
E un particolare ricordato mi ha fatto riflettere e poi scrivere questo post.
La maggior parte di noi, anche qualche ragazzo, in barba al loro ritenere tali cose pseudo-romantico-femminili (cosa che secondo me non è vera), aveva nel diario, tra le pagine, foto che ci ritraevano da bambini.
Certo, il narcisista aveva quelle dove era venuto meglio, lo sportivo quelle dove nuotava sin da bambino, quello autoironico le foto che rispecchiavano ciò che era diventato, come nel ricercare in quel momento il perchè del suo essere.
E allora mi sono chiesta: essendo l'adolescenza un'età di passaggio, tutte quelle foto erano forse un voler cercare di restare ancorati al bambino che avevamo dentro? A quello che doveva fare un passetto indietro, pur rimanendo a farci compagnia qualche volta, per lasciar spazio alla persona adulta che stavamo diventando?
Oppure era un modo per fermare i ricordi, per far sì che la nostra infanzia rimanesse sempre impressa nella nostra mente. Per fare in modo che nulla la portasse via da noi, consapevoli di dover crescere.
Pensando che la maturità avesse sbiadito i ricordi, li fermavamo nelle pagine del diario che ci avrebbe accompagnato per nove lunghi mesi?
Avevamo paura di crescere e dimenticare? O avevamo paura di crescere e basta? 
Restare sempre bambini o acquistare la consapevolezza di dover crescere, imparare a voler "diventare grandi" senza lasciare indietro nulla?
Non so, in realtà, cosa balenasse nella testa di quegli adolescenti, come allora non sapevo cosa balenasse nella mia.
Oggi l'ho scoperto, ricordando che la prima volta che ho inserito una foto nel mio diario ero nella mia vecchia casa, nel mio vecchio paese, nel quale mi avevano trascinato con forza (se non fosse stato per il mio peso mi avrebbero dovuta prendere in braccio e mettere in macchina) una grigia e buia sera di quasi metà ottobre di quasi tredici anni fa.
Sì, ottobre è il mese che preferisco (seguito da aprile, maggio e settembre), sarà perchè ci sono nata, sarà perchè è tiepido, fresco, inizia davvero l'autunno, non so, è il mio mese, insomma. Ma nella mia mente quella sera era buia, fredda, grigia, gelida.
Lasciavo il mio mare, la mia casa piano terra con giardino dove giocare, i miei amici, la mia bella scuola, il mio caldo ed accogliente ambiente, (per la cronaca, le lacrime mi pungono gli occhi, ancora oggi) i miei amici, le mie abitudini, il mio sole che rende meno rigidi gli inverni e che al contempo, complice le nuvole tipiche della stagione, li rende ancora più romantici e belli.
Lasciavo tutto questo per cosa? Ora ciò che mi viene in mente scriverò, a mò di elenco, purtroppo qui non riesco ad aver trasporto: nebbia (da notare, la prima cosa che mi viene in mente), una casa rivestita in marmo, elegante, dai particolari ricercati( tanto bella quanto fredda, anche se a dire la verità, il marmo è davvero bello) ma alta, alta, alta, fuori non la sto a descrivere, basta dire che dal mio salotto non uscivo più in giardino, dove d'inverno, nel silenzio della bassa stagione turistica, sentivi il mare in tempesta, ma vedevo solo le montagne, grosse, marroni,austere, antipatiche. Attorno a me avevo solo tanti stivali, o, per chi preferisce, tanti parenti. Dove non c'erano stivali c'erano serpenti, laddove serpente sta per conoscente.
Il mattino dopo mi portarono a scuola, Dio me ne scampi e liberi [non mi liberò Dio, ma il tempo, 3 anni dopo, una bellissima mattina di giugno, il sole splendeva forte, alto, vigoroso, ad illuminare la giornata che pose fine al mio percorso nella scuola media del paese]
I bambini della classe che avevo lasciato non sapevano chi fossi, chi fossero i miei genitori, in che zona abitassi, nessuno lo sapeva di nessuno, eravamo stati tutti cresciuti così. Ed era bello. 
Lì no, non sapevano il mio nome, ma tutto il resto che mi riguardasse sì, l' invidia era tanta, la cattiveria pure, non capivo perchè, lo capii molto tempo dopo, anni dopo, cosa che mi portò ad essere con loro ciò che in realtà non ero, ma che meritavano e meritano ancora. 
Non tutti, ma molti. Per cui doso il mio essere, perchè se mi avete trattata come avete fatto allora subitene le conseguenze, sempre che qualcosa vi importi, perchè io l'ho sempre fatto nella mia vita. 
Ho subito loro, i loro modi "retrò", massì un pò di indulgenza, il loro verde invidia, la tristezza che ho oggi nel pensare a quei ragazzini di appena 11 anni tenere certi comportamenti,  provare sentimenti che male si addicono a quell'età, ancora innocente e gioiosa, oltre che "giocosa".
Ecco, mi rendo conto, dopo la descrizione forse troppo lunga, ma renderà sicuramente bene, che se quello è stato il momento in cui ho sentito il bisogno di inserire una foto, un ricordo all'interno delle pagine che mi facevano compagnia quando tutto intorno era grigio, non era certo paura di crescere, una noluntas (non volontà) di farlo, ma solo un voler portare dietro, tenere accanto quei caldi momenti che mi aiutavano ad andare avanti, a pensare che tutto sarebbe passato, che prima o poi quelle emozioni e quell'amore, quel calore, sarebbero tornati.
Certo, magari sotto altra forma.
E sono arrivati.
Forse qualcuno ha capito che meritavo un risarcimento danni (perdonatemi, sto studiando queste robette). Forse semplicemente l'eccezione conferma la regola.
Forse semplicemente "c'era sempre stato" (su questo non c'è dubbio) ed era "solo da incontrare". 
Fatto sta che un bel giorno, o meglio una bella sera, l'unico abitante di quel paese (anche se poi ho potuto aver modo di capire che è proprio la zona)  che è il contrario di tutti loro messi insieme, me lo son ritrovato nella sala della mia casa marmorea, poggiato sul tavolo (dal piano di marmo, ovvio!) che, perdonatemi, mi rivolgeva il suo lato B. Nel voltarsi ho appreso quanto Madre Natura fosse stata generosa con lui, regalandogli quegli occhi, concedendogli quelle labbra e donandogli la voce che mai mi stanco di sentire e di ascoltare [Naturalmente senza dimenticare la prima visione che ho avuto di lui ^-^].
Da allora le cose sono cambiate, ho iniziato ad affacciarmi guardando in basso, senza concentrarmi sulle montagne, così come sono cambiate le foto nel mio diario, divenuto poi "agenda".
Alcune foto della mia infanzia ci sono ancora, per ricordarmi quanto amore ho avuto, quanto bene sia stata, per ricordarmi che tutto ha una fine, anche i momenti bui, brutti, gelidi e nebbiosi (l'hanno avuta per fortuna!!!).
Sono lì per ricordarmi i valori con cui sono stata cresciuta, che sono ben diversi da quelli che qualcuno ha provato ad inculcarmi, che oggi ripago solo con tanta, tanta, tanta indifferenza. 
Sono lì per ricordarmi che la mia famiglia c'è stata sempre, anche quando mi ha trascinato via da uno dei posti che più amo al mondo per portarmi in uno che, viceversa, mi ha fatto molto, molto male [a riprova la mia salute da qualche giorno dopo che ero lì precipitò e iniziai a palesare problemi, che il calore di una città di mare riuscivano a tenere a bada].
Sono lì per ricordarmi che anche lì, qualcuno al piano di sotto mi ha datto tanto affetto, tanto amore, mi ha regalato tratti del mio carattere che mi contraddistinguono, ne porto il nome, i pregi e i difetti, mixati ben bene con quelli della mia mamma [risultato: a causa della mia salute la mia ambizione talvolta è frenata, chè altrimenti...], caparbia, testarda, temeraria, chiacchierona (oratrice, spero un giorno, sarebbe l'evoluzione perfetta di chi è stato ed oggi non c'è più, di chi mi è accanto ogni giorno ed ha sacrificato carriera, lavoro e sogni per me).

Quelle foto, che oggi guardo con nostalgia e dolcezza (complice il trasferimento in un posto che adoro, con un grande giardino, un cagnolone che non vede l'ora che torno a casa e un centro che offre praticamente tutto a un paio di chilomentri da me) sono affiancate dalle nostre foto, dolci e spensierate, piene di amore e di voglia di futuro, di andare avanti insieme 
Non si sa come, ma lo faremo, perchè le belle storie e i bei amori non li fanno solo i luoghi e i moni, ma anche e soprattutto l'amore e la volontà, quello che pochi comprendono e che noi ben sappiamo, andare avanti anche con la distanza a separare.
Ah, perchè l'unico problema sono ancora loro, sempre e solo loro, coloro che purtroppo hanno una mente chiusa, ristretta, e lasciatemelo dire, molto, molto, molto gretta e prepotente.
Amen.

Pocepollina

Note:
Non rileggo il post, non fa parte della mia natura. il titolo a questo punto non rispetta più il contenuto e lo cambierò con il primo che mi viene in mente!



giovedì 4 agosto 2011

*Pelle intollerante, pelle sensibile*-Mix di profumi

Salve a tutti,
questo che sto per trattare è un argomento che mi tocca da vicino e che ho deciso di farlo diventare oggetto di post dopo aver capito che siamo in parecchie (uso il femminile perchè ho letto solo belle fanciulle, ma la regola vale anche per voi ragazzi) ad aver a che fare con... LA PELLE INTOLLERANTE. Da alcuni definita anche PELLE SENSIBILE.
Ma cos'è questa pelle intollerante, come possiamo accorgerci di avere una pelle sensibile?
Non sempre ne siamo consapevoli ed attribuiamo, spesso, come è successo anche a me, i fastidi come bruciore, secchezza, prurito, ad altri fattori, ma talvolta è proprio questo il problema.

La pelle intollerante è una pelle che come dice l'aggettivo-participio, non tollera o mal tollera il venir a contatto con determinate sostanze, le quali possono anche aver origine naturale.
Si manifesta generalmente con: rossore, prurito, bruciore, ma anche semplicemente secchezza. Sì, certo, una semplice secchezza può essere indice di intolleranza a quel particolare prodotto.
L'intolleranza si manifesta generalmente nel punto di contatto e i sintomi possono variare a seconda dell'entità della vostra intolleranza al prodotto o ad un suo componente.
La mia prima dermatite allergica l'ho avuto all'età di 14 anni, attribuita poi ad un detersivo che non era stato lavato via per bene.
Poi fu la volta della seconda, della terza, della quarta e dell'ultima, tempo fa, a causa dell'applicazione di un noto antodolorifico sulla fronte, dopo aver subito un incidente.
Eruzione cutanea fortissima, acuta, davvero brutta e preoccupante, anche perchè sul viso genera sempre un po' più ansia rispetto al resto del corpo...
A questo punto decido di andare, finalmente, a fare i Patch test (tipologia di prova allergica).
Mi reco dal dermatologo, il quale prima provvede con cura cortisonica a farmi andar via la dermatite, poi devo "disintossicarmi" per 10 giorni da ogni tipo di antistaminico, cortisone, farmaco. Potrebbero falsare i risultati del test. Come si fa? Non assumendone per i 10 giorni prima citati.
Torno dal dottore, la cui assitente provvede ad applicarmi i "pannelli" sulla schiena. Sono dei grandi quadrati di cerotto trasparente, sui quali sono applicate delle garzette con sopra le varie sostanze.
Questi pannelli vengono applicati sulla pelle e lasciati agire e a contatto per 48 ore.
Se si è allergici, si manifesterà la reazione sul punto di contatto, la quale sarà avvenuta al momento, ma sarà durata oltre le 48 ore, le quali fungono da verifica tra la vera e propria intolleranza o meno.
Dovete far attenzione a non farli staccare. Quindi non fate doccia, sport, movimenti che potrebbero provovarne il distacco dalla pelle.
Trascorsi i due giorni è arrivato il momento di togliere i pannelli e controllare la mia pelle.

Ebbene, tolti i pannelli il mio caro dottore mi comunica il risultato:
Sono allergica "solo" a Mix di profumi.
Arrrrgh!!!! Per me che amo creme, cremine, trucchi, saponi, anche se non esco sempre e solo truccata, è stata una disdetta.
Panico.
Come farò mai???
Poi per una donna, il make up è una parte importante, anche se io lo adoro molto natural, se non in casi particolari.

Talvolta però, diviene fondamentale il make up, come quando avevo l'acne e le sue macchie scure. Adoravo coprirle con un fondotinta leggero, che assolveva il suo compito senza fare il mascherone, che odio!

Bene, ma a questo punto mi rendo conto che i saponi sono pieni di profumo, che i farmaci hanno profumi, talvolta (a me ha fatto reazione l'essenza di lavanda della pomata). 
Ma mi rendo anche conto di tante cose a cui non avevo Mai fatto caso: dopo aver utilizzato sapone per le mani, anche delicato, detergenti per mobili, prodotti per la cura della casa, ecco comparire la pelle secca, così secca che nemmeno le creme più idratanti mandavano via. 
Oppure gli occhi rossi dopo aver applicato un particolare ombretto, mascara, crema, anche se tutti di marche buone, cruelty free e non made in China (che poi, chi ce la da questa certezza...?)
Od anche i brufolini minuscoli e rossissimi che comparivano dopo aver applicato un fondotinta, calcolando che non dimentico Mai di struccarmi e lo faccio nel migliore dei modi. Infatti per ovviare il problema ho praticamene quasi eliminato il fondo dal mio beauty, fortunatamente l'acne ha smesso di tormentarmi (incrocio le dita), tranne i brufoletti mensili.
La ragazza non sono io,ma la reazione era molto molto simile
Ricordo che un pomeriggio ero in auto e avevo applicato sul viso la protezione solare 50+, quando improvvisamente iniziarono a pungere gli occhi, a lacrimare, bruciare, non vedevo più, mi sforzo, accosto e mi lavo viso ed occhi con una bottiglietta di acqua. Dopo poco, passa.
Da allora, in borsa, ho sempre del collirio antistaminico.
Bene. Ma il perchè non me lo ero mai chiesto, o meglio, avevo sempre rimandato.
L'incidente e la reazione al viso bruttissima mi hanno portato dal dermatologo ed ho scoperto questa allergia.
Bene, non disperate. C'è un rimedio.
Prodotti di linee dedicate a persone che hanno di questi problemi. 
Posso assicurarvi che funzionano, hanno una resa pari ai prodotti con profumo, i prezzi sono buoni (tranne qualcosa particolare) e sono migliorati tantissimi aspetti della mia pelle.
La crema idratante sul corpo? E' divenuta un vezzo, pittosto che una necessità.
Ma di questo vi parlerò in un altro post. Presentandovi anche qualche prodotto che già utilizzo da qualche mese.

Proprio per non adare oltre il seminato di questo articolo, torniamo nei ranghi e all'argomento principale.
Vi consiglio di fare subito il patch test, non appena notiate qualche sintomo strano, qualche reazione della vostra pelle, poichè una reazione allergica può sfociare anche shock anafilattico.
Oltre al fatto che se la vostra pelle sta bene, voi starete bene e vi posso assicurare che inizialmente sarete un pò spaesati, ma ci si abitua e per fortuna il mercato offre valide alternative.
L'allergia ai profumi è quella che tratterò nei post a seguire, poichè ne posso parlare, vivendo l'esperienza in prima persona.
Ciò non toglie che questo possa comunque spronare a fare il test per verificare altre allergie a sostanze che si trovano comunemente e frequentemente a contatto con la nostra pelle, quali parabeni, coloranti, gomme, nichel, bianco di vaselina e tanti altri.


La lettura del patch test, come sopra scritto, è effettuata da un medico e può avere i seguenti risultati:
  1. Nessuna reazione
  2. Reazione allergica dubbia--- Eritema appena apprezzabile senza sensazione pruriginosa
  3. Reazione allergica lieve--- Eritema ben visibile senza pomfo e scarsa sensazione pruriginosa
  4. Reazione allergica media--- Prurito con pomfo
  5. Reazione allergica forte--- forte prurito con pomfo
  6. Reazione allergica molto forte--- Forte prurito con pomfo e vescicole
La reazione avuta da me è stata la numero 6! Devo dire che appena applicati i pannelli non sentivo nulla, dopo una decina di minuti ho iniziato a sentire forte prurito  e così nei giorni a seguire, in alcuni momenti scemava per tornare forte se sollecitavo la parte...
Inizialmente credevo fossero i cerotti che mantenevano i pannelli.. ma non era così, infatti la reazione si è manifestata proprio nei punti in cui avvertivo fastidi.
E' rimasta lì alcuni giorni dopo la rimozione della garzetta.
Andate da un buon medico, capace, che sappia valutare e consigliarvi come meglio ritiene opportuno.
Le allergie sono molto importanti, non vanno sottovalutate e prese sotto gamba, io l'ho fatto e così solo dopo le prove ho capito che la dermatite sul collo era dovuta al profumo che spruzzavo, il detersivo mi provocava pelle secca e ha provocato la reazione di qualche anno fa, il docciaschiuma le squamette sulle gambe che neppure l'olio di mandorle mandava via, gli occhi rossi i cosmetici e creme profumati...
Ma non è tutto!!!
Quasi dimenticavo, vista l'ora tarda, di dire che anche la citronella e il geraniolo, utilizzati negli anti zanzare fanno parte parte di profumi mix, come anche l'alcool cinnamico (balsamo del Perù, storace, olio di giacinto), eugenolo, isougenolo (per l'attività aromatizzante, oltre che in cosmetici è utilizzato anche nell'industria alimentare), aldeide cinnamica, anche questa utilizzata in prodotti per pasticceria, dolciaria.
Il vostro medico saprà darvi le dovute indicazioni.
Vi rimando a questa pagina che ho trovato utilissima, circa i patch test, è a cura di un dermatologo.
Spero che questo possa essere stato utile.
Cercherò di fare posts su prodotti che utilizzo da quando ho scoperto l'allergia e che hanno risolto i miei problemi. 
Qualora lo vogliate sarò lieta di leggere le vostre esperienze. 
La mia email, per eventuali spiegazioni in privato la ritrovate nel box nella home page del blog. La riporto comunque qui: scriviagiusy@gmail.com

N.B.: ho trovato sul referto prima della spiegazione dettagliata questa dicitura "PROFUMI MIX: mix di otto sostanze comunemente usate nei profumi o aromi (quali cannella, chiodi di garofano e agrumi)". Riassume efficacemente il tutto e mi ha ricordato di menzionare queste tre cose che avevo dimenticato!

A presto!!!

martedì 12 aprile 2011

Fresca sera d'aprile...

Questa sera non avrei molto da scrivere, eppure non avrei nemmeno molto da fare.
E' bello sapere che non sai chi ti leggerà, cosa ti dirà, semmai lo farà.
E' una di quelle sere in cui non stai troppo bene, ti senti spossato, l'escursione termica tipica del periodo si fa sentire e gradisci ancora un pigiama caldo e comodo che ti avvolge.
Così come vorresti essere avvolto da braccia pronte a stringerti, forti e morbide.
Braccia amanti e amate, braccia di pelle e profumo e morbidezza.
Braccia di carta, parole, storie, copertine.
Braccia di plastica, crema e metallo.
Braccia di ciò che ti rende felice. O quantomeno contento di essere dove sei.

Perchè ognuno di noi ha il suo paio di braccia, pronte a tenerci e sorreggerci, a tenerci compagnia...
Ma chissà se esistono...

Notte :-)
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